Studio Tondo dottori commercialisti in Lecce

Misure per il turismo e la cultura

Art.176

Tax credit vacanze

1. Per il periodo d’imposta 2020 è riconosciuto un credito in favore dei nuclei familiari con ISEE in corso di validità, ordinario o corrente ai sensi dell’articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013 n. 159, non superiore a 40.000 euro, utilizzabile, dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed &breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva.

2. Il credito di cui al comma 1, utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare, è attribuito nella misura massima di 500 euro per ogni nucleo familiare. La misura del credito è di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona.

3. Il credito di cui al comma 1 è riconosciuto alle seguenti condizioni, prescritte a pena di decadenza:

a) le spese debbono essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva, da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast;

b) il totale del corrispettivo deve essere documentato da fattura elettronica o documento commerciale ai sensi dell’articolo2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, nel quale è indicato il codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito;

c) il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.

4. Il credito di cui al comma 1 è fruibile esclusivamente nella misura dell’80 per cento, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto.

5. Lo sconto di cui al comma 4 è rimborsato al fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con facoltà di successive cessioni a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché a istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è usufruito dal cessionario con le stesse modalità previste per il soggetto cedente. Non si applicano limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto al credito d’imposta, il fornitore dei servizi e i cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in misura eccedente lo sconto applicato ai sensi del comma 4 e l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente, maggiorato di interessi e sanzioni.

6. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottare sentito l’Istituto nazionale della previdenza sociale e previo parere dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, sono definite le modalità applicative dei commi da 1 a 5, da eseguire anche avvalendosi di PagoPA S.p.A. 7. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 1.677,2 milioni dieuro per l’anno 2020 e in 733,8 milioni dieuro per l’anno 2021, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Il nostro commento

Il credito di imposta vacanze deve essere analizzato in due fasi distinte. La prima dal lato del cliente persona fisica e la seconda dal lato dell’impresa turistico-ricettiva.

Il cliente persona fisica con un ISEE familiare pari o inferiore a 40.000 euro può usufruire del credito spettante in due momenti diversi e precisamente:

– all’atto del pagamento della fattura tramite uno sconto pari all’80% del bonus;

– come credito di imposta nella prossima dichiarazione dei redditi per il restante 20% del bonus.

Direi abbastanza semplice salvo verificare correttamente i requisiti iniziali.

L’impresa turistico-ricettiva (es. albergo, agriturismo, B&B, ecc…) deve effettuare uno sconto in fattura pari all’80% del suddetto bonus salvo recuperare il mancato incasso attraverso:

– un credito di imposta da utilizzare in compensazione;

– tramite cessione del credito a terzi (fornitori, banche, altri, ecc..).

Entrando nel merito, l’utilizzo del credito, sia in compensazione che attraverso la procedura di cessione a terzi, può essere effettuato solo dopo aver presentato la prossima dichiarazione/liquidazione periodica Iva ma entro la data di presentazione della successiva dichiarazione dei redditi/Iva, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 che cito testualmente:

1. I contribuenti titolari di partita IVA eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all’INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva. …omissis…”

Il mancato incasso da parte dell’impresa turistico-ricettiva dell’80% del bonus, si presume che possa essere recuperato a partire dalla fine dell’anno 2021 ma entro e non oltre l’anno 2022.

Concludendo, per l’impresa turistico-ricettiva, va fatto un calcolo per evidenziare gli effetti del mancato incasso sulla disponibilità di liquidità nel breve periodo.

Dr. Pierdamiano Tondo – commercialista in Lecce